coniglirosa ©
accoglienza
quando hai un problema
pensa ai coniglirosa ©
e batti la manine sulla testa.
tutto andrà bene.
finchè regge la
corteccia cerebrale.
TETANO! TI PRENDI IL TETANO!
anello del potere viola
anonimomichele
botte da orbi(ta)
caosmogonia
diassa
emozionalmente instabile
erbasalvia
fresh cityrocker
il collega synaeg e x
in che senso?
in the (coma)countryyyyyyyyyyyyyy!
june
la borsa è la vita
lise e la seconda persona
normal ™
ossimoro
residuo
rubagasso as europeanSon
striscia femmina &intelligente
viola la decadenza (e la credenza)
viridian
whoopies ! ! !
whoopies gallery ! ! !
zoca
avete pensato coniglirosa!
*loading* volte
boogie
cavalleria
citazionismo
collage
colloquialmente
complicazioni
comunicazioni sociali
concertatamente
coniglirosa
consigliati da ade
demoni
erramaespaturnata
estrapolazioni
famigliarmente strani
fotogrammatica
frankenstein pussy
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il diavolo gioca a calcio
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noncisicrede
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puppi
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telefonicamente
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un buon non compleanno
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we half family
workingirl
novembre, in questo venerdì 13 di mezzo mese, al momento si è rivelato essere abbastanza strano, per non dire intenso, per non dire simile alla settimana infernale, moltiplicata per due, che nei telefilm ogni nuovo adepto di confraternita deve subire per elevarsi a rango di confratello. o consorella.
o nel mio caso, consticazzi.
mi piacerebbe lamentarmi di tutte le volte in cui sono stata costretta a saltare il pranzo, o anche la cena, ma siccome sono una giovane donna dirò solo
oh, pazienza, almeno dimagrisco.
mi piacerebbe parlare di come il sabato una persona mi abbia offerto un'opportunità di lavoro legata al mondo sbrilluccicante del fashion, e di come questa persona il giorno dopo sia passata oltre, ma siccome che sono una giovane donna cinica dirò solo MACOMECAZZOE'POSSIBILE e stirerò le pieghe della mia gonna con fare affabile e gesti affettati. e questo perchè sono ottimista che l'offerta non passi oltre pure lei, che in caso contrario sarei già in strada a strapparmi le vesti e i pochi capelli rimastimi. perchè siccome sono una giovane donna in carriera, ho tagliato la zazzera per lasciare spazio ad un ordinatissimo caschetto con frangia. indomabile, direte voi, e invece no, perchè ho ceduto alla pressante offerta del mercato - leggi "ci volevo pregata proprio" - e ho comprato la Piastra di Anna dei Miracoli (PAM d'ora in poi), che stira ammira e mi trasforma nella perfetta madonna d'i chiattiddri ®. ovviamente il rapporto tra me e la PAM non è iniziato nel migliore dei modi. era proprio sabato sera quando i primi ospiti, sopraggiunti per la cena organizzata da noi, hanno sentito un urlo squarciare il cielo, con una voce dall'oltretomba - leggi "bagno con lampadina fulminata" che strepitava E QUESTO ME LO CHIAMI CAZZO ARRICCIARE?! QUESTI CAPELLI SONO RETTANGOLARI!!! Per fortuna le gentili ospiti si sono prestate alla familiarizzazione con la PAM, e dopo un paio di tentativi e un paio di sms miei di disperazione inviati dalla capitale all'inghilterra, abbiamo scoperto che effettivamente si, la stronza stira, arriccia, e quasi quasi ti fa pure l'orlo a giorno.
poi, se non fossi ancora talmente terribilmente schockata o oscillante tra i primi tre stadi del dolore - diniego, rabbia, contrattazione - racconterei di come ho dato fuoco al cappotto in un battito di ciglia e di come no, non so niente al riguardo, la lavanderia non ha ancora sciolto la prognosi. e come dice m. devi essere contenta, ti rendi conto che hai la scusa per comprarti un nuovo cappotto? che ho già comprato per la cronaca, col fumo che ancora saliva dalla manica -twiggy crepa d'invidia-
per il resto c'è che essendo una giovane donna in carriera che vive di privazioni e di amore e di venerdì, prima di andare a lavorare stamattina ho comprato due paia di scarpe, ho messo le vecchie in borsa e le nuove ai piedi, e con al dito un anello tanto grande da specchiarcisi dentro sono andata a lavoro. come dire, soddisfatta?
sarà che vedere gli altri fare un lavoro pessimo, con gli scarti seppur di alta qualità che gli sono stati lasciati, ti ha lasciato un piacevole sapore in bocca che sa molto di punizione stile Vecchio Testamento.
oppure no, sarà per via delle scarpe nuove che mi sorridono.
venerdì 16
in autostrada, stiamo andando ad un doppio compleanno.
lui, nel pomeriggio, ha incontrato una ragazza, vecchia conoscenza di entrambi ma di quando ancora non ci conoscevamo.
io: ti ho detto di quella sera al duomo che mi alzava continuamente la gonna?
lui: si, mi pare che me l'hai già detto.
cala il silenzio per un attimo.
lui: ti ho detto di quella volta che sono entrato in bagno e me la sono ritrovata nuda nella doccia?
io: si, me l'hai raccontato.
silenzio, di nuovo.
lui: pensavo di essermelo tenuto per me.
io: siamo diventati noiosi anche nello scabroso.
venerdì 23
stavolta c'è in ballo un doppia festa compleanno/laurea.
ho le mani sporche di intonaco, panna, polvere, dio sa cos'altro.
non c'è acqua.
sono costretta ad usare l'acqua minerale per lavarmi le mani.
minerale frizzante.
l'idraulico arriva miracolosamente a salvarci alle sei.
ma la mia anima ormai è inesorabilmente corrotta.

ah, i giovani d'oggi.
io, invece, non ho scusanti. anzi ne ho tantissime, ma le conservo.
anzi, le conserve. e i lavori. e i tampi/onamenti. e gli amici. e delle scarpe fetish e un mouse con le stelle e tanti telefilm arretrati e sherlock holmes in inglese.
oh, ho un sacco di scusanti. ma me le conservo.
lo so che vi ho abituato a racconti evocativi sull'estate.

diciamo solo che quando non ero qua ero in un paese di 500 anime il cui bar principale si chiama "Black Hole", e che quando non ero né qua né là lavoravo, io, ma senza bestemmiare tra i denti, giusto canticchiando come sovrappensiero i peggiori tormentoni dance dell'estate.
e per i puri di cuore,
dream dream dream.
dove la protagonista indossa abiti dai colori improbabili, usa i tacchi al posto del martello e compra gli assorbenti di hello kitty.
grazio a dio che luglio è finito, o proprio non saprei che altro inventarmi per evitare di spaccarmi le corna allo spigolo della caldaia. luglio è stato tutto un "lamorrte" e un " gesucristomioricogliaminni". è stato anche una fuga romantica e sculettare tra il jazz e il teatro e il cabaret in un'atmosfera che mi è mancata, tanto, in questo maledetto frigido inverno. è stato tutto un ritorno, del festival dell'estate, degli amici emigrati, dei doppi lavori. il ritorno degli spasimi e del grande amore, quello vero. quello che ti fa fare l'alba incurante del fatto che fra tre ore lavori. la lettura, appunto, cos'altro.
è stato anche il mese delle morti, dal ragazzo che tutti ora gli vogliono bene al preside che tutti già gli volevano bene e del quale, no, grazie, non riesco proprio a scriverne. si, sono morte pure le star, ma a me quelle mica mi regalavano le borse dell'usato o mi salutavano con la stessa frase spalancata da dieci anni. effettivamente, è stato tutto un noioso keep in touch con la morte, luglio.
luglio è una fottuta afa, se escludi i due giorni a bordo piscina passati a sentirmi la protagonista de "il grande salto" di leonard.
luglio finisce e quando finisce il latte si è inacidito come un imprevisto, i panni esalano il loro ultimo respiro sul filo di mezzo del bucato, io mi pettino come le bambole e faccio strage di cuori di operai sepolti dalla cintola in giù tra i sanpietrini del corso.
luglio finisce, grazie a dio, col mio fidanzato che mi picchia in cucina a calcinculo e mi chiede se hello kitty si è incazzata.